Guillaume Tell
Soggetto

Guillaume Tell, opéra in quattro atti su libretto di Étienne de Jouy e Hippolyte-Louis-Florent Bis, fu rappresentata per la prima volta al Théâtre de l’Academie Royale de Musique il 3 agosto 1829.

Interpreti della prima rappresentazione: Adolphe Nourrit (Arnold), Henri-Bernard Dabadie (Guillaume Tell), Nicholas-Prosper Levasseur (Walter), Bonnel (Melcthal), Alex Prévost (Gesler), Jean-Étienne Massol (Rodolphe),

Ferdinand Prévost (Leuthold), Alexis Dupont (Pêcheur), Laure Cinti-Damoreau (Mathilde), Louise-Zulme Dabadie (Jemmy), Mori (Hedwige).

Gli autografi sono conservati a Parigi, presso il Conservatorio e l’Opéra. Il soggetto è tratto dal Wilhelm Tell di Friedrich Schiller (1804). Rossini elaborò anche una versione in tre atti di quest’opera, probabilmente nel 1831.

 

Atto primo

La scena si apre in un villaggio svizzero del cantone di Uri: poche capanne rustiche tra le montagne, presso un torrente. Guillaume Tell, in disparte pensoso, con la moglie Hedwige e il figlioletto Jemmy. Più in là, un pescatore canta una canzone e una piccola folla di contadini, cacciatori e abitanti del villaggio si prepara a festeggiare le nozze di tre coppie di pastori. Mentre si appresta a benedirle, il saggio Melcthal esorta il figlio Arnold ad accostarsi anch’egli presto alle gioie del matrimonio. Arnold reagisce con stizza. Il suo cuore, infatti, batte segretamente per una principessa degli Asburgo, Mathilde, che vive alla corte del governatore austriaco, Gesler. Egli se ne è innamorato dopo averla salvata da una valanga; ma il suo sentimento è privo di speranza, poiché troppa è la differenza di rango che lo divide dalla principessa. E Mathilde è troppo vicina a Gesler, l’odiato tiranno che opprime la comunità svizzera. Mentre cerca di allontanarsi, avendo udito la fanfara dei corni da caccia di Gesler e sperando perciò di rivedere l’amata, Arnold incontra Guillaume, che lo invita ad unirsi ai ribelli decisi a liberare la patria dallo straniero. Tell, ignaro della sua passione, non ne comprende il turbamento, ma sa che il giovane si è arruolato nell’esercito nemico e tenta perciò di riconquistarlo agli ideali di patria e di libertà. Arnold gli promette che, il giorno in cui si dovrà davvero lottare, si unirà ai ribelli. Poi, inosservato, si allontana. Iniziano i festeggiamenti per le nozze e Melcthal esorta i novelli sposi a perpetuare, attraverso la loro discendenza, le tradizioni degli avi, mentre Guillaume, dopo un’estrema imprecazione contro tutti i tiranni, va in cerca di Arnold. La festa continua, si intrecciano le danze e Jemmy, il figlio di Tell, vince la gara di tiro al bersaglio con la balestra. L’esultanza generale è però bruscamente interrotta dal pastore Leuthold, che giunge impugnando ancora la scure insanguinata con cui ha ucciso un soldato di Gesler, che aveva tentato di rapire sua figlia. Inseguito dai soldati del Governatore, Leuthold deve attraversare il torrente per mettersi in salvo. Il pescatore si rifiuta di aiutarlo, ed è Guillaume che lo traghetta sull’altra sponda. Mentre la barca si allontana, irrompono gli inseguitori, comandati da Rodolphe, che inutilmente cerca di scoprire chi stia aiutando Leuthold. Melcthal, che impone al popolo di tacerne il nome, viene arrestato e trascinato via.

 

Atto secondo

Al calar della notte, in una valle profonda sul lago dei Quattro Cantoni, mentre risuona il corno di Gesler, cacciatori e pastori rientrano alle loro case. La principessa Mathilde sa che Arnold l’ha seguita; in realtà, anch’essa lo ama. Nel silenzio della natura, la donna invoca la luna per sapere dove sia Arnold. Il giovane non tarda ad arrivare e manifesta i propri sentimenti a Mathilde: egli l’ama al punto che, non potendo realizzare il suo sogno, fuggirà in terre straniere per cercare l’oblio o la morte. Mathilde lo esorta a partire per coprirsi di gloria e ritornare così vittorioso a sposarla. I due si promettono un incontro per il giorno successivo, poi Mathilde si allontana, mentre Arnold è sorpreso da Guillaume e Walter, che cercano di distoglierlo dalla sua passione amorosa per incitarlo al fervore patriottico, rivelandogli che suo padre Melcthal è stato ucciso da Gesler. Arnold, affranto, giura di combattere accanto ai compatrioti contro l’oppressore. Si radunano così i rappresentanti di vari cantoni e Tell sollecita la formula del giuramento, che tutti pronunciano mentre sorge l’aurora.

 

Atto terzo

Presso una vecchia cappella in rovina nei giardini del palazzo di Altorf, Arnold confida a Mathilde di voler vendicare il padre. Pur essendo innamorato di lei, egli sa che la nuova situazione politica minaccia di dividerli per sempre. La donna, disperata, lo implora di salvarsi invitandolo a fuggire, mentre Arnold è deciso a difendere la propria terra.

Intanto giungono gli echi di una festa che Gesler ha fatto bandire nel villaggio di Altorf per celebrare il diritto di sovranità che l’impero germanico esercita da oltre un secolo sui paesi svizzeri. In segno di sottomissione, tutti dovranno inchinarsi davanti a un trofeo d’armi eretto nella piazza. Durante la cerimonia, i soldati portano davanti a Gesler il ribelle Guillaume con il figlio Jemmy, perché entrambi rifiutano di rendere l’omaggio dovuto. Rodolphe riconosce in lui l’uomo che ha posto in salvo Leuthold: Gesler ordina perciò di arrestarlo e gli impone, per aver salva la vita sua e del figlio, la prova della mela, ossia di colpire con una freccia il pomo posto sulla testa del figlio. Tra la commozione generale, Guillaume abbraccia il figlio raccomandandogli di rimanere immobile, e supera poi la prova brillantemente, tra l’esultanza del popolo. Per l’emozione Guillaume cade quasi svenuto e dalle pieghe della giacca gli cade un’altra freccia: Gesler esige una spiegazione e Guillaume confessa che gli sarebbe servita per ucciderlo qualora avesse mancato il bersaglio. Gesler, adirato, fa arrestare di nuovo Guillaume condannandolo a morte. A questo punto interviene Mathilde che prende sotto la sua protezione il ragazzo, mentre Guillaume è condotto a morte. Gli svizzeri imprecano contro il crudele Gesler.

 

Atto quarto

Arnold si aggira nella casa paterna, in attesa di vendetta. Da fuori giungono le grida degli svizzeri che vengono a cercare armi per liberare il loro eroe. Arnold sa dove il padre le aveva nascoste e parte con i compagni per la battaglia. La scena torna sul lago dei Quattro Cantoni, orlato da dense nubi di tempesta. Un gruppo di donne tenta di trattenere la moglie di Guillaume che vorrebbe unirsi al marito e al figlio per morire con loro. Ma Jemmy riappare, salvo, accompagnato da Mathilde. Poco dopo, scoppia la bufera che sconvolge il lago. Jemmy incendia la casa per dare il segnale della rivolta a tutti gli abitanti dei luoghi vicini, mentre Hedwige rivolge a Dio la preghiera più ardente perché salvi Tell. Guillaume viene trasportato al luogo del supplizio, ma sul lago imperversa la burrasca: Guillaume riesce ad accostare l’imbarcazione alla riva e balza sopra uno scoglio, quindi respinge la barca su cui si trovano Gesler e le sue guardie. Dopo aver riabbracciato la moglie e il figlio, colpisce il tiranno con una freccia mortale: Gesler cade tra i flutti agitati dall’uragano. Mentre tutti acclamano Tell, sopraggiunge Arnold annunciando che Altorf è stata liberata. La tempesta si quieta: acclamazioni di vittoria e di libertà si levano verso il cielo.