Il Turco in Italia
Soggetto

Il Turco in Italia, dramma buffo in due atti su libretto di Felice Romani, fu rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala il 14 agosto 1814. Esecutori furono Filippo Galli (Selim), Francesca Maffei Festa (Fiorilla), Luigi Paccini (Geronio), Giovanni David (Narciso), Pietro Vasoli (Poeta, Prosdocimo), Adelaide Carpano (Zaida), Gaetano Pozzi (Albazar).

L’autografo è conservato a Milano presso l’Archivio di Casa Ricordi.

 

Atto primo

Nei pressi di Napoli la zingara Zaida piange le sue pene d’amore, benché invitata da Albazar ad unirsi al gruppo degli altri zingari che cantano festosamente. Il poeta Prosdocimo, in cerca di spunti dal vero per comporre un dramma buffo, si avvicina interessato. Da lontano vede apparire Geronio, marito della capricciosa Fiorilla, che ha la mania di farsi predire dalle zingare il futuro e che ora vuol sapere quando sua moglie si ravvederà. Ma la predizione è deludente e lo fa allontanare afflitto. Prosdocimo viene intanto a conoscere il passato di Zaida: schiava un tempo felice nel serraglio di Erzerum e amata dal principe Selim che intendeva sposarla, era stata da lui condannata a morte per le calunnie delle compagne invidiose, e salvata da Albazar. Prosdocimo la consola avvertendola dell’arrivo, per quella sera a Napoli, di un principe turco che, se informato della sua fedeltà a Selim, sicuramente potrebbe aiutarla a riconquistare l’amato. Mentre Fiorilla ritorna da una passeggiata con le sue amiche, sbarca sulla spiaggia il principe turco. Egli rimane colpito dalla bellezza di Fiorilla, che ne accetta di buon grado il corteggiamento. Prosdocimo da lontano si compiace dello svolgersi degli avvenimenti, perché ha saputo che il principe altri non è che Selim, l’amato di Zaida. Il poeta è soddisfatto per questo colpo di scena, ricco di potenziali sviluppi per il suo dramma buffo. Nel frattempo arrivano, contrariati dal comportamento di Fiorilla, Geronio e Narciso, il suo cicisbeo. Mentre Fiorilla e Selim sorseggiano il caffè in casa di Geronio, questi entra e suscita il risentimento del Turco che si calma solo perché Fiorilla costringe il marito a baciare, in segno di rispetto, la veste di Selim. L’intervento successivo di Narciso, che pretende da Geronio un comportamento meno acquiescente, fa precipitare la situazione. Selim abbandona Fiorilla con la promessa di rivederla più tardi sulla spiaggia. Geronio rimprovera la moglie e manifesta l’intenzione di cacciarla, ma si fa nuovamente irretire dalla sua furbizia. Selim aspetta sulla spiaggia l’arrivo di Fiorilla, pronto per fuggire con lei, ma incontra Zaida. I due si riconoscono e si riabbracciano affettuosamente. Sopraggiungono Fiorilla, Geronio e Narciso e scoppia una zuffa per il possesso di Selim tra Zaida e Fiorilla, mentre Prosdocimo osserva contento l’imprevisto finale dell’atto.

 

Atto secondo

In una locanda Geronio apprende da Prosdocimo che lì sua moglie incontrerà Selim. Questi propone a Geronio di vendergli Fiorilla, secondo l’uso turco di disfarsi delle mogli non gradite. Geronio rifiuta sdegnato e i due si minacciano a vicenda. Giunte alla locanda le due rivali, Fiorilla e Zaida, cercano di imporre a Selim una scelta. L’incertezza del Turco offende Fiorilla, mentre addolora Zaida, che si allontana. Prosdocimo intanto è venuto a sapere che il Turco intende rapire Fiorilla durante una festa in maschera. Il poeta ha già avvisato Zaida, che comparirà nello stesso luogo travestita da Fiorilla, e suggerisce a Geronio di mascherarsi da Selim per ingannare Fiorilla e sottrarla al rapimento. Narciso, che ha ascoltato le parole di Prosdocimo, decide di intervenire anche egli alla festa, vestito da Turco, per condurre con sé Fiorilla. Nella penombra della sala da ballo si creano vari malintesi: Fiorilla s’imbatte in Narciso, credendolo Selim, e Selim incontra Zaida che ritiene sia Fiorilla. Geronio, giunto per ultimo, trovandosi di fronte due Turchi e due Fiorille, reclama a gran voce la moglie e viene creduto pazzo. Accoglie in seguito il suggerimento di Prosdocimo di fingere il divorzio da lei, mentre Selim e Zaida decidono di partire insieme. Fiorilla riceve infatti una lettera in cui Geronio le comunica di non volerla più come moglie, e le ingiunge di tornare a Sorrento, alla sua famiglia d’origine. Abbandonata anche dagli amici, Fiorilla si dispera e si appresta a partire, in abiti dimessi, finalmente pentita. Geronio riaccoglie, come consigliato da Prosdocimo, la moglie, e la coppia ricostituita saluta Zaida e Selim in procinto di salpare. Anche Narciso si riconcilia con Geronio e Fiorilla, chiedendo loro perdono. Prosdocimo, soddisfatto per la conclusione dell’intreccio, si augura che anche il pubblico apprezzi il lieto fine.