Otello
Soggetto

Otello, ossia Il Moro di Venezia, dramma per musica in tre atti su libretto di Francesco Berio di Salsa, fu rappresentata per la prima volta al Teatro del Fondo di Napoli il 4 dicembre 1816. Interpreti della prima rappresentazione furono Andrea Nozzari (Otello), Isabella Colbran (Desdemona), Michele Benedetti (Elmiro), Giovanni David (Rodrigo), Giuseppe Ciccimarra (Iago), Maria Manzi (Emilia), Gaetano Chizzola (Doge), Mollo (Lucio).

L’autografo è conservato presso la Fondazione Rossini di Pesaro. Il soggetto è tratto da Othello di Jean-François Ducis, traduzione e riduzione francese dell’omonima tragedia di Shakespeare.

Rossini modificò il finale tragico in lieto nella versione che fu rappresentata a Roma al Teatro Argentina nel Carnevale del 1820.

 

Atto primo

Otello, capitano della flotta veneta, è accolto con esultanza dal popolo al suo ritorno da una vittoriosa campagna contro i turchi; la cittadinanza veneziana conferitagli in premio dal Doge lo riempie di gioia, ma ben presto il suo pensiero si volge all’amata Desdemona che egli ha sposato segretamente per l’opposizione del senatore Elmiro, padre della giovane. Tra i presenti solo Iago e Rodrigo, ufficiali apparentemente devoti ad Otello, non partecipano al comune tripudio in suo onore: il primo è invidioso dell’ascesa politica del Moro, il secondo, figlio del Doge, gli è rivale in amore. Rimasto solo con Elmiro, Rodrigo gli chiede ansioso se Desdemona mostri di contraccambiare il suo amore: Elmiro, dopo avergli confidato che la figlia è oppressa da una pena segreta, si allontana velocemente suscitando in Rodrigo il sospetto che egli voglia dare Desdemona in sposa ad Otello.

Iago, che ha udito tutto, raggiunge Rodrigo e lo conforta rivelandogli di conoscere il modo per opporsi alle fortune del Moro: gli mostra infine una lettera di Desdemona senza però confessargli i suoi reali propositi. Rodrigo crede Iago suo amico ed entrambi esultano fiduciosi nel successo.

Nel palazzo paterno, Desdemona esprime ad Emilia, sua confidente, il timore che Otello la giudichi infedele. Una lettera d’amore a lui diretta era caduta infatti nelle mani di Elmiro che l’aveva creduta destinata a Rodrigo: Desdemona non ha osato confessargli la verità ed ora teme che Otello la scopra in mano d’altri. Le due donne si allontanano all’avvicinarsi di Iago: questi era stato pretendente di Desdemona, ma il suo amore si è tramutato in odio da quando la giovane gli ha preferito un “vile africano”. Sopraggiunge Rodrigo, seguito da Elmiro che gli dichiara di averlo scelto quale futuro sposo della figlia: anche Elmiro è indignato per tutti gli onori tributati al Moro e questo matrimonio gli appare la migliore soluzione per opporsi al suo crescente potere. Quando entra Desdemona, egli si affretta ad invitarla ad una misteriosa cerimonia: Desdemona, incerta, lo segue sperando che ciò significhi la avvenuta conciliazione tra il padre ed Otello. Ma, in presenza di tutta la corte, Elmiro la promette in sposa a Rodrigo: Desdemona disperata tenta di opporsi alla volontà paterna. Giunto improvvisamente, Otello rimane sgomento di fronte alla scena e non riesce a nascondere che un solenne giuramento lega ormai la sua vita a quella di Desdemona. Fra lo sdegno generale, Elmiro maledice la figlia trascinandola al proprio palazzo, mentre Rodrigo ed Otello si fronteggiano fieramente.

 

Atto secondo

Negli appartamenti di Elmiro, Rodrigo, per dimostrare la sincerità del suo amore, dichiara a Desdemona di essere disposto ad assecondare ogni suo desiderio: la giovane gli chiede di favorire la sua riconciliazione col padre e infine gli confessa di essere la sposa di Otello. Disperato, Rodrigo, dopo aver giurato di vendicarsi, abbandona Desdemona che a sua volta si precipita ad avvisare Otello del nuovo pericolo.

Nei pressi della propria dimora Otello, angosciato dal dubbio che Desdemona gli abbia preferito Rodrigo, è raggiunto da Iago. Con grande abilità quest’ultimo rafforza progressivamente i sospetti del Moro, trasformandoli in certezza grazie alla lettera che Desdemona aveva dovuto far credere destinata a Rodrigo: ora agli occhi del Moro la lettera appare un’inconfutabile prova di infedeltà. Rimasto solo, Otello incontra Rodrigo che, abbandonati i suoi propositi di vendetta, è ormai disposto a offrirgli la propria amicizia per amore di Desdemona; Otello non lo ascolta neppure e, accecato dalla gelosia, lo sfida a duello. A nulla vale l’intervento di Desdemona: la giovane, che non si dà ragione del comportamento del Moro, quando questi la scaccia avviandosi al combattimento, cade a terra svenuta. Dopo essere stata soccorsa da Emilia, Desdemona si rasserena alla notizia che il duello si è concluso senza spargimento di sangue, ma il padre, sopraggiunto nel frattempo, l’accusa severamente e in un impeto d’ira le minaccia nuove pene per espiare il suo colpevole amore.

 

Atto terzo

Mentre nella propria stanza da letto Desdemona confida le sue pene ad Emilia, dalla laguna si ode il “dolce canto” di un gondoliere che ridesta nell’infelice fanciulla il ricordo della sua amica Isaura, morta per amore. Desdemona si avvede di avere avuto in sorte lo stesso destino e per sfogare il suo dolore intona un mesto canto dove si narrano le pene della sventurata amica. Nel frattempo alcune raffiche di vento preannunciano l’imminente temporale e suscitano funesti presagi in Desdemona che, prima di coricarsi, congeda Emilia e si raccoglie in preghiera. Attraverso una porta segreta, Otello, armato di un pugnale, si introduce nella stanza deciso ormai ad uccider Desdemona, ma alla vista della sposa giacente sul letto, si trattiene da colpirla. Destata dal fragore di un tuono, la giovane, dopo aver tentato invano di difendersi dalle accuse che Otello le muove, affronta coraggiosamente l’ineluttabile destino offrendo il petto al pugnale: il Moro, esasperato dalla gelosia, le rivela aver ordinato a Iago di uccidere Rodrigo, e senza più esitare vibra il colpo mortale mentre all’esterno infuria la tempesta. Si ode battere alla porta: è Lucio, un ufficiale di Otello, venuto ad informarlo che Iago, ferito mortalmente nel combattimento con Rodrigo, ha confessato i suoi perfidi inganni. Otello rimane sgomento. Sopraggiunti nel frattempo, Elmiro e Rodrigo svelano al Moro aver mutato i loro sentimenti nei suoi confronti, ma ormai è troppo tardi: mostrato a tutti il cadavere di Desdemona, Otello si uccide.